mercoledì 9 marzo 2011

E TU QUALE FILM VEDRAI?

Ecco i film fantasy più attesi del 2011!!

Cappuccetto rosso sangue (22 aprile 2011):
Diretta dalla regista di Twilight, Catherine Hardwicke, la pellicola ripropone la classica fiaba di Cappuccetto Rosso in chiave moderna, tra amori proibiti, un licantropo assetato di sangue e misteri senza risposta. Protagonisti del film: Amanda Seyfried, nei panni di Cappuccetto Rosso, Gary OldmanLukas HaasBilly BurkeVirginia Madsen.


World Invasion: Battle Los Angeles (22 aprile 2011):
Toni da Guerra dei mondi in questo film che racconta una violenta invasione aliena dalla prospettiva di un disperato gruppo di soldati. Nel cast Aaron Eckhart e Michelle Rodriguez.


Transformers: The Dark of The Moon (29 giugno 2011):
Michael Bay ci catapulta nuovamente nel bel mezzo del conflitto tra Decepticons e Autobots, con Shia LaBeouf, Rosie Huntington-Whiteley e Tyrese Gibson.

Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 (13 luglio 2011 – anche in 3D):
L’episodio conclusivo della saga di Harry Potter ci porterà dritti a Hogwarts per l’atteso scontro finale tra il maghetto (Daniel Radcliffe) e il malefico Voldemort (Ralph Fiennes). Protagonisti del del quarto film della serie diretto da David Yates, saranno ancora una volta – oltre a Radcliffe – Emma Watson e Rupert Grint, nei panni degli storici amici Hermione e Ron.


The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte I (16 novembre 2011):
Bill Condon dirige questo quarto capitolo della vampiresca serie che racconta la prima parte dell’omonimo romanzo di Stephenie Meyer. Edward (Robert Pattinson) e Bella (Kristen Stewart), ormai marito e moglie, scoprono di essere in attesa di un bambino durante la loro luna di miele. La cosa ha dell’incredibile e rappresenta un pericolo per l’incolumità della ragazza.


-Gaia-

Percy Jackson tornerà sul grande schermo

Ingaggiati gli sceneggiatori per il copione de Il mare dei mostri. Riconfermati gli attori de Il ladro di fulmini, Columbus solo produttore.




Secondo ComingSoon, che riprende a sua volta la notizia da 24 Frames, la 20th Century Fox avrebbe ingaggiato Scott Alexander e Larry Karaszewski (Ed Wood) per scrivere il copione di Percy Jackson e gli Déi dell'Olimpo — Il Mare dei Mostri, film tratto dal secondo volume della pentalogia di Rick Riordan.

Gli attori che nel primo film avevano ricoperto i tre ruoli principali, Logan Lerman (Percy Jackson), Brandon T. Jackson (il satiro Grover) e Alexandra Daddario (Annabeth Chase), sono stati riconfermati.
  Chris Columbus (Mamma ho perso l'aereo, Harry Potter e la Pietra Filosofale, Harry Potter e la Camera dei Segreti), che aveva curato la regia de Il Ladro di Fulmini, non dirigerà questo sequel, ma tornerà a far parte del progetto in veste di produttore.

Il mare dei mostri a cui il titolo del romanzo allude è quello in cui hanno navigato gli Argonauti, che ora si è spostato nientemeno che in Florida. Lì si trova Grover che corre un grave pericolo a causa di un Ciclope che vorrebbe sposarlo. Percy e Annabeth vorrebbero fare qualcosa per aiutarlo, ma inaspettatamente la missione di salvare Grover andrà a Clarice. Quale sarà la sorte di Grover e chi riuscirà a condurlo in salvo?

Il primo volume della serie, Il Ladro di Fulmini, è stato pubblicato in Italia da Mondadori, così come il secondo. La casa editrice milanese proseguirà la pubblicazione degli altri romanzi ad avere Percy, Annabeth e Grover come protagonisti. I libri successivi si intitolano The Titan's Curse, The Battle of the Labyrinth e The Last Olympian.



Scer

mercoledì 2 febbraio 2011

E' stata modificata la morte di Piton in Harry Potter e i doni della morte - Parte 2?

Severus Piton, Insegnante di Pozioni

Chi ha letto e amato la serie di romanzi sul maghetto Harry Potter sa bene cosa l'aspetterà nell'ultimo film diretto da David Yates, che uscirà nelle sale italiane nel luglio 2011. Le cose però potrebbero essere cambiate. Pare infatti che l'autrice J.K. Rowling abbia concesso un cambiamento nella morte di uno dei personaggi principali della storia. L'indiscrezione è stata rivelata da Andrew Ackland-Snow, l'art director di Harry Potter e i doni della morte — Parte 2, in un'intervista al magazine Cine Premiere Mexico.

Ecco cos'ha raccontato a proposito di questa modifica:
“Abbiamo voluto cambiare il luogo in cui muore Severus Piton. Nel libro, la sua morte avviene all'interno della Stamberga Strillante, mentre noi abbiamo voluto rappresentare la scena da un'altra parte, in un edificio di vetro, affinché avvenisse in un'atmosfera più drammatica. Abbiamo chiesto a J.K. se fosse d'accordo. Lo spettatore vedrà attraverso l'edificio di cristallo cosa accade nella rimessa e la scuola in fiamme. J.K. ha apprezzato molto l'idea. Piton muore in un luogo davvero romantico, devo dire”.
Nessuno ha confermato o negato quanto rilasciato da Ackland-Snow nell'intervista al magazine. Sorge spontaneo chiedersi, nel caso in cui l'indiscrezione fosse vera, come reagirebbero i fan della serie di Harry Potter. La modifica alla trama sarebbe apprezzata oppure no? Dovremo attendere ancora qualche mese per sciogliere ogni dubbio.

Harry Potter e i doni della Morte — Parte 2, uscirà nelle sale italiane il 15 luglio 2011.



- Scer

mercoledì 19 gennaio 2011

Primo screenshot dal film Harry Potter e i Doni della Morte 2


Possiamo dire che il conto alla rovescia per il 15 luglio sia cominciato: a poco oltre la metà di gennaio, ecco apparire in Rete il primo screenshot di Harry Potter e i doni della morte, la cui… “seconda prima” è attesissima per il 15 luglio prossimo.

La foto che vi mostriamo sembrerebbe dare un’idea molto chiara di quanta angoscia e tensione respireremo insieme ai nostri beniamini durante i momenti cruciali del capitolo finale.
Ad aprire la carrellata di immagini che, non appena diffuse, cominceremo a proporvi, c’è uno dei protagonisti della saga, messo decisamente da parte nel primo dei due episodi finali: Neville Paciock, interpretato da Matthew Lewis; è verosimile che l'immagine sia stata estratta durante la terribile battaglia finale di Hogwarts, che sembrerebbe essere stata pensata da Yates e il suo team come il momento centrale di tutto il secondo episodio, e che immaginiamo chiuderà in modo spettacolare e speriamo il più possibile soddisfacente la trasposizione cinematografica del magico mondo creato da J.K.Rowling, visto che per l'occasione potremo rivedere tutto il cast al gran completo.

In questa foto è possibile osservare il giovane Grifondoro, ricoperto di polvere e sangue, dopo uno dei tanti scontri e combattimenti. Alle sue spalle, si intravedono Bellatrix Lestrange (Helena Bonham Carter) e, sembrerebbe, Lucius Malfoy (Jason Isaacs).

In attesa di nuovi estratti e assi nella manica della Warner Bros, ci consoliamo pensando che, in fondo, il 15 luglio non è poi così lontano…

- Scer

Recensione "Eragon" di Christopher Paolini



Mi sono avvicinato a questo libro un po' per caso, un po' sull'onda delle voci in merito alla sua recente trasposizione cinematografica e un po' perché consigliato da alcuni amici. Mi ci sono avvicinato di soppiatto, muovendomi contro vento per non rivelare troppo presto la mia presenza. E l'ho preso.
Non ha nemmeno opposto resistenza. Questo è stato un bene: non mi piace ricorrere alla violenza per domare libri imbizzarriti. A dire il vero mi sarei aspettato una copertina un tantino differente, più varia e dettagliata: di certo qualcosa di più ricco rispetto alla sola effige di un drago dalle scaglie blu.
D'altro canto, un libro non va giudicato solo dalla copertina: certe finiscono con l'ingannare i lettori mentre certe altre proprio non c'azzeccano con il romanzo su cui stanno attirando l'attenzione. Nel caso di Eragon tuttavia - ma è una considerazione che ho maturato solo dopo averlo letto - trovo che la scelta si sia rivelata indovinata e che in realtà la copertina suggerisca molto del libro e di ciò che narra.
Mi riferisco principalmente al fatto che si tratta di un romanzo, a mio avviso, semplice e in cui si parla di draghi. Come non intuirlo dal titolo dopotutto? Basta mettere una F al posto della E... no, aspetta... una Z forse... com'era? Mannaggia! Ieri lo sapevo...
In breve, la trama dell'opera di PAOLINI è la seguente. Eragon è un ragazzo di circa quindici anni che vive con lo zio e il cugino Roran nel piccolo villaggio di Carvahall sperduto tra i monti nella zona nord-occidentale del continente di Alagaësia. Il nostro protagonista è coraggioso e abile nel cacciare; proprio durante una battuta di caccia notturna sulle montagne della Grande Dorsale un evento imprevisto cambia la sua vita: un oggetto misterioso, una grossa pietra blu cobalto, piove dal cielo. Una pietra che in realtà si rivela essere un uovo di drago che un gruppo di elfi, braccati dallo spettro Durza e dai suoi demoniaci Urgali, ha cercato di sottrarre a un triste destino. In Alagaësia infatti i draghi sono creature praticamente estinte, sterminati dal malvagio tiranno Galbatorix, un tempo potente cavaliere del drago.
Si scoprirà in seguito che l'uovo che Eragon ha raccolto è stato sottratto dai ribelli a Galbatorix in persona, il quale sperava, custodendo le ultime uova di drago rimaste, di evitare che nuovi cavalieri sorgessero a contrastarlo.
Ma il destino sembra avere progetti assai diversi per il futuro del regno e, quando l'uovo blu si schiude e la "draghessa" che ne nasce sceglie proprio Eragon come suo cavaliere, la vita del giovane viene profondamente stravolta. In seguito alla morte dello zio ad opera dei Ra'zac, temibili quanto inquietanti sicari di Galbatorix, il ragazzo è costretto a lasciare il proprio villaggio. Da quel momento in avanti la sua vita diverrà una costante sfida per la sopravvivenza, un susseguirsi di scontri contro Durza e i Ra'zac e un succedersi di incontri che lo porteranno infine a comprendere e ad accettare la propria missione, ovvero addestrarsi per divenire un cavaliere del drago alla guida dei ribelli Varden contro il malvagio tiranno. Ad aiutarlo in questo suo difficile cammino ci sarà Brom, saggio cantastorie di Carvahall, un tempo egli stesso cavaliere del drago, nonché altri alleati che il ragazzo conoscerà nel corso della storia, personaggi quali Murtagh, la strega Angela e la bella Arya. Molti saranno anche i pericoli che dovrà affrontare.
Nelle circa 600 pagine del libro Eragon acquisirà maggior padronanza di sé, del potere che gli deriva dal legame con il proprio drago, Saphira, e di ciò che essere un cavaliere comporta: divenire sovrumano paladino della giustizia.



Come suggerito dal drago azzurro della copertina del libro, grande importanza nella storia la riveste il personaggio di Saphira. Essa sarà dapprima un cucciolo da accudire e poi inseparabile compagna, confidente ed amica del ragazzo. Una creatura magica e leggendaria il cui potere è misterioso tanto per gli umani quanto per le altre creature che popolano il continente fantasy ideato da Paolini.
Il drago proposto dall'autore, similmente ad altri nel panorama letterario e cinematografico, è qualcosa di più che una semplice bestia - nonostante sia spesso usato come cavalcatura. Saphira è un personaggio alla pari di altri, con un suo carattere e una personalità definita. Un essere che vive solamente in virtù del patto che la lega al proprio cavaliere senza il quale non potrebbe sopravvivere. E questo legame, che nel romanzo è presentato per lo più come un dato di fatto, in me ha suscitato alcune perplessità, soprattutto considerando il potere che la stirpe dei draghi sembra possedere - che a rigor di logica dovrebbe metterla al riparo da certe conseguenze - e la non equa reciprocità del vincolo. I cavalieri infatti possono sopravvivere alla morte del proprio drago, magari riportando qualche problema a livello emotivo o psichico, ma non fisico, come se nel loro caso la forza e la profondità del legame fossero meno consistenti, più innocue nonostante le numerose volte in cui nel libro - e ancor di più nel seguito, Eldest - questo rapporto venga descritto come indissolubile e sacro. Ma in fondo queste sono scelte dell'autore, che in un certo senso giustificano alcuni comportamenti del tiranno, e sulle quali più di tanto credo non mi sia concesso sindacare.
Sebbene la storia sia godibile, si notano qua e là delle ingenuità probabilmente dovute alla giovane età di Paolini al momento della stesura del romanzo, abilmente e copiosamente promosso grazie a un paio d'anni di presentazioni e incontri presso scuole, librerie e centri di cultura statunitensi. Ad esempio, ho trovato eccessivo, durante il viaggio per giungere al covo dei ribelli capeggiati da Ajihad, il far decidere ai protagonisti di attraversare il deserto: una scelta da parte loro poco credibile. La situazione in cui si trovano a quel punto della storia non è certamente delle più rosee (braccati da Durza e dalle sue orde di Urgali) ma, come soluzione, in luogo di altre a mio avviso più coerenti - soprattutto considerando che le spie dei ribelli Varden, e quindi possibili aiuti, sono un po' ovunque nel regno - Eragon e il compagno Murtagh optano per la traversata di un luogo inospitale e ostico. Oltretutto dovendosi preoccupare di un'elfa, Arya, gravemente ferita, incosciente e per di più vittima di un veleno letale. E se a questo si aggiunge il fatto che loro tre più Saphira necessitano di acqua e viveri, e che le uniche speranze di reperirli sono riposte nell'ottimismo e nelle acerbe conoscenze magiche acquisite dal giovane cavaliere - che ha iniziato ad apprendere i primi incantesimi solo qualche settimana prima, ricordiamolo - beh, credo non serva aggiungere altro...
Allo stesso tempo, sempre in tema di ingenuità, mi hanno fatto un po' sorridere - particolare notato da numerosi lettori in realtà - i molti parallelismi con il primo film di Guerre Stellari. Il primo della trilogia iniziale intendo. Nei pressi del luogo in cui vive il protagonista, per esempio, dimora casualmente un ex cavaliere del drago così come Obi Wan Kenobi, cavaliere jedi praticamente in pensione, abita vicino a Luke Skywalker. E analogie del genere si ripetono spesso: la spedizione per salvare una principessa della cui cattura si ha notizia tramite una visione (o grazie ad ologrammi nel caso del film di GEORGE LUCAS), o il breve addestramento alla magia prima della morte (violenta) del proprio mentore. Per non parlare poi di altri particolari rivelati in Eldest ma che non posso citare in questa occasione.
Ad ogni modo, il libro rappresenta un discreto prodotto, una lettura piacevole, che tuttavia non introduce particolari novità nel panorama fantasy. L'idea di avere un drago tra i protagonisti, di per sé tutt'altro che originale, sarebbe risultata migliore se meno scontata nel suo sviluppo. Il modo di pensare, di agire, di parlare di Saphira è troppo "umano" rispetto a ciò che ci si potrebbe aspettare da una creatura che rappresenta il magico, la mitologia, l'antichità di un regno fantasy come dovrebbe essere il continente di Alagaësia.
Per citare un paragone, Agradeleous della seconda "Trilogia del Demone" di R.A. SALVATORE è già meno prevedibile ed esterna atteggiamenti più da drago che da umano (la ferocia che possiede, il potere che manifesta, i tesori che nasconde...).
Eragon rimane quindi un libro che mi sento di consigliarvi - raccomandandolo a tutti coloro che hanno avuto la... possibilità (stavo per usare un'altra parola) di vedere il film - ma senza illudervi in merito a contenuti insoliti o innovazioni letterarie. Va ricordato comunque che si tratta del primo di una trilogia che si potrà giudicare con completezza probabilmente solo una volta terminata. Di certo, leggendo il seguito Eldest (volume con un drago rosso in copertina... mi spiace per i daltonici), si notano miglioramenti e una maggior maturità nella caratterizzazione dei personaggi e nell'intreccio proposto. Quindi, mi sento di ipotizzare che l'ultimo capitolo della trilogia - "Il ritorno dello Jedi"? - potrà presentare un ulteriore salto di qualità come regalo ai numerosi fan di questa saga.

- Sopo